02 dicembre, 2014
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Il Tepidario del Roster: la storia della serra che è diventata set cinematografico‏

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E’ stato scelto quest’anno per ospitare la Biennale enogastronomica fiorentina, è un gioiello di cristallo e si trova in via Bolognese all’interno del Giardino dell’Orticoltura che dal 25 aprile al 1 maggio ospita la mostra dei fiori.

Ma come è stato costruito il Tepidario del Roster, l’opera d’arte architettonica che ricorda lo sventurato Crystal Palace londinese?

La storia
Nel 1852 l’Accademia dei Georgofili, la storica istituzione fiorentina che da oltre 260 anni promuove studi di agronomia e geografia agraria, decise che era giunto il momento, vista la grande diffusione dell’arte del giardinaggio, di formare una Società toscana di orticoltura. Proprio da questa Società nacque l’idea di costruire un orto sperimentale. L’idea si concretizzò quando nel 1859 venne concesso il terreno dove costruire l’orto dal marchese Ludovico Ginori Lisci e della marchesa Marianna Venturi. Dopo tre anni di lavoro erano stati costruiti una vigna ed erano state piantate rare piante ornamentali. Solo nel 1876 si pensò di poter utilizzare il giardino come luogo espositivo. L’occasione per portare a termine i lavori arrivò quattro anni dopo, nel 1880, poiché la Federazione orticola toscana aveva deciso che la futura esposizione nazionale di orticoltura si sarebbe dovuta svolgere a Firenze.

L’architettura
L’incarico di realizzare il tepidario (serra in ferro e vetro) fu affidato all’architetto Giacomo Roster. La struttura è composta da una pianta rettangolare lunga quasi 40 metri, larga circa 20 e alta, nel suo culmine, 14 metri; li tetto è realizzato con “tegole” di vetro che si sovrappongono in modo tale da non far filtrare la pioggia all’interno; le parti della struttura in ferro e le rispettive decorazioni in stile moresco furono preconfezionate in fabbrica e successivamente assemblate sul cantiere. Le colonne portanti, 24, sono cave per permettere alle acque piovane di defluire.

tepidarium roster 2-2

Le esposizioni
L’esposizione nazionale avvenne sette anni dopo, nel 1887, e oltre alla “serra cristallina”, riscaldata dalle stufe per accogliere le piante più esotiche, vennero aggiunti un caffè-ristorante ed una seconda serra. Ulteriori modifiche, che ancora si possono osservare, avvennero nel 1911, quando nel giardino fu ospitata una mostra internazionale di floricoltura per le celebrazioni del cinquantenario dell’Unità d’Italia.

Le due guerre mondiali
Con la prima guerra mondiale cominciò un lento ma inesorabile declino dell’attività della Società toscana d’orticoltura, quindi, nel 1930 il giardino venne acquistato dal comune che lo destinò a giardino pubblico. Il grande tepidario del Roster, in grave stato di abbandono, fra il 1933 e il 1936 fu interessato da numerosi lavori di restauro che furono però pressoché inutili in quanto la struttura subì molti danni durante la seconda guerra mondiale.

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Dopo l’ultima operazione di restauro, conclusasi ad aprile 2013, il Tepidario è stato riaperto al pubblico. Oltre ad ospitare quest’anno la Biennale, la serra è utilizzata per party, aperitivi, per eventi unici nel loro genere come ad esempio “Un tè con le farfalle”, ma anche come set cinematografico: nel 2014 Carlo Verdone ha girato lì alcune scene del suo film Sotto una buona stella.

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Il Tepidario del Roster: la storia della serra che è diventata set cinematografico‏
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